Brilliance. La formula del potereEditrice Nord, con la traduzione di I. Katerinov, è pronta a portare nelle migliori librerie Brilliance. La formula del potere, interessante e importante romanzo che ha segnato il pieno passaggio di Marcus Sakey da una narrativa di stampo comunque più classico a un affascinante mix di thriller e fantascienza che è anche in grado di proporre importanti riflessioni sulla nostra società e, in definitiva, sul modo in cui percepiamo e trattiamo la diversità.

Non fatevi ingannare dall’aspetto e dall’età relativamente giovane di Sakey, e nemmeno dal fatto che il suo nome non è conosciutissimo qui in Italia (ma Thriller Café si è occupato molte volte in precedenza di questo autore): dal suo esordio, risalente al 2008, questo geniaccio ha già piazzato ben quattordici opere delle quali almeno una, The Blade Itself, meriterebbe piena attenzione da qualsiasi tipo di pubblico ed è apparsa in varie liste e segnalazioni di testate quali Esquire e New York Times.

Ma è con Brilliance che Marcus Sakey si piazza in maniera davvero significativa sulla mappa letteraria, miscelando futuro e passato e ripescando temi già noti e amati, per esempio, da molti lettori di fumetti Marvel, in particolare le varie testate mutanti che fanno capo agli X-Men. Differenza, disuguaglianza e possibile convivenza vengono di sicuro in mente quando leggiamo la trama di Brilliance:

Dal 1980 l’1% circa dei nuovi nati, in tutto il globo, è un genio. 1% può sembrare poco sulla carta ma significa una persona su cento incrociata per strada, e tutti noi ogni giorno, nei consueti tragitti fra casa e lavoro, a zonzo per i parchi o affaccendati fra shopping e varie commissioni incontriamo parecchie centinaia di persone, migliaia.
E se avere così tante persone geniali poteva sembrare inizialmente una ricchezza, ecco che dopo alcuni decenni, quando i primi nati in quella percentuale sono poi diventati adulti, il quadro si è rivelato ben più complesso per i vari governi che non riescono letteralmente a inquadrare e controllare queste persone: troppo intelligenti per farsi “sfruttare” da Stati e Nazioni, questi uomini e donne dotatissimi invece di essere risorse diventano in qualche modo nemici del potere stabilito.

E alcuni di questi dotatissimi esseri umani scelgono di ribellarsi, di formare una organizzazione terroristica guidata da John Smith, il genio più ricercato dagli Stati Uniti.
Contro lui e i suoi uomini ecco Nick Cooper, altro soggetto dotato di “brilliance” e in grado, attraverso una perfetta lettura del linguaggio del corpo, di predire le decisioni di chi ha di fronte.

Due facce della stessa medaglia, Nick e John si affronteranno in una caccia spietata, un gioco mortale che metterà spesso in dubbio le rispettive morali e che svelerà che le tenebre del terrorismo alle volte son meno torbide di quelle dei governi…

Scritto con gran stile e senso del ritmo, Brilliance non si limita a intrattenere ma ci pone alcuni interrogativi decisivi: se da grandi poteri derivano grandi responsabilità, come devono comportarsi degli esseri così superiori? Guidare noi, meno dotati ma comunque esseri viventi capaci di provare profonde emozioni, oppure dominarci e infine ridurci a utili schiavi a loro completa disposizione?

Si tratta di domande che molti fra noi, sempre più spesso, cominciano a porsi nei confronti degli animali e son quesiti che segneranno profondamente i prossimi decenni.

Brilliance. La formula del potere – Marcus Sakey

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