Azrael di Pierluigi PorazziMarsilio porta nelle migliori librerie il terzo romanzo di Pierluigi Porazzi, Azrael, storia che si propone come seguito ideale di quel L’ombra del falco che nel 2010 aveva saputo mettere Porazzi sulla mappa del thriller italiano, un posto che da allora l’autore ha ampiamente dimostrato di meritare con Nemmeno il tempo di sognare, risalente al 2013.

Sono in tanti a guardare con molta curiosità e attenzione alla seconda opera di scrittori, registi e gruppi musicali ma, per quanto mi riguarda, uno dei momenti cruciali nella carriera di un autore è quello della terza produzione/pubblicazione, atto in grado di far capire sia la cifra artistica che le reali capacità di tenuta nel tempo e Pierluigi Porazzi è deciso a dimostrare di avere ancora parecchia buona narrativa davanti a sé con questa sorta di “ritorno sul luogo del delitto” che è al tempo stesso anche approfondimento e scavo su personaggi e situazioni che abbiamo già conosciuto.

Una società in piena crisi, di valori e morale ancor prima che economica, una contemporaneità dove scontri razziali, corruzione e un generale clima d’odio e violenza sono all’ordine del giorno e nella quale non sembra esserci modo di tornare a essere creature meno disumane, meno accanite, meno voraci.
Proprio su questo sfondo che si aggira il Teschio. O meglio un copycat del Teschio, il noto serial killer che fu bloccato da Alex Nero e che ora è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza e ha quindi un alibi di ferro, lo stesso ferro delle sbarre che lo circondano.

Qualcuno sta imitando alla perfezione il modus operandi del Teschio e per riuscire a fermare questo killer, che si fa chiamare Azrael, bisogna rimettere in azione l’uomo che era riuscito a bloccarlo tempo prima, Alex Nero.
E Nero non si tira indietro, ricompone la squadra di investigatori che aveva risolto il caso del teschio e si mette sulle tracce di Azrael.
Ma l’indagine è difficoltosa come non mai e per scoprire l’identità di Azrael e riuscire a fermarlo bisognerà fare ricorso non solo ai mezzi scientifici ma anche a quelli morali…

Pierluigi Porazzi è cresciuto nel corso del tempo e con lui è giustamente cresciuto anche il suo personaggio-feticcio, Alex Nero che, più che ex agente o investigatore, ci piace vedere come un vero e proprio indagatore del lato oscuro, sia quello dell’uomo che quello, in generale, della storia contemporanea e della società.

I due precedenti romanzi di Porazzi sono stati entrambi pubblicati da Marsilio ma hanno conosciuto anche l’onore di una seconda vita, L’ombra del falco è stato infatti ristampato nella collana Noir Italia (Il Sole 24 Ore) e Nemmeno il tempo di sognare nella collana Il Giallo Italiano (Corriere della Sera).

Azrael – Pierluigi Porazzi

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