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	<title>Thriller Cafe &#187; Jade</title>
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	<description>Libri thriller gialli e noir</description>
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		<title>La Faccia Nascosta della Luna &#8211; Carlo Lucarelli</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 17:17:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggi Criminologia]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Lucarelli]]></category>

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<p>Titolo: La faccia nascosta della luna. Storie di delitti e misteri tra musica, cinema e dintorni<br />
Autore: Carlo Lucarelli<br />
Editore: Einaudi<br />
Anno di pubblicazione: 2009<br />
Pagine: 218</p>
<p>Trama in sintesi:<br />
Il mondo dello spettacolo e i suoi lati oscuri. L&#8217;ultimo saggio di Carlo Lucarelli presenta <strong>39 storie</strong> di attori e cantanti entrati nella leggenda (nera)<br />
di cinema e musica. Dal misterioso caso della <strong>Black Dahlia</strong> che mise a dura prova la polizia di Los Angeles negli anni &#8217;40, all&#8217;inquietante serie di incidenti che coinvolsero la Porsche di <strong>James Dean</strong> subito dopo la sua morte. Dall&#8217;incredibile numero di star scomparse all&#8217;età di 27 anni, che fanno pensare a una sorta di &#8220;maledizione&#8221;, all&#8217;omicidio di <strong>John Lennon</strong>. Dai terribili massacri compiuti dalla &#8220;famiglia&#8221; di <strong>Charles Manson</strong>, all&#8217;intricato caso giudiziario che ha avuto per protagonista <strong>O.J. Simpson</strong>, accusato dell&#8217;assassinio della sua ex moglie. <strong>Marilyn e Elvis sono vivi</strong>? Il Joker ha ucciso <strong>Heath Ledger</strong>? <strong>Kurt Cobain si è davvero suicidato</strong> o è stato vittima di un &#8220;delitto perfetto&#8221;? Nonostante sia stato detto tutto e il contrario di tutto, i misteri che coinvolgono le celebrità rimangono nell&#8217;immaginario collettivo, nutrendosi della curiosità dei fans e alimentando per sempre il <strong>mito</strong>.</p>
<p><span id="more-5618"></span>Bravissimo autore di romanzi gialli, Carlo Lucarelli diventa insuperabile quando si tratta di narrare storie vere, che siano libri o trasmissioni televisive. Dopo aver disquisito di Mafie e crimini italiani, serial killer e casi di cronaca nera, si addentra nello scintillante mondo di divi e divine, hollywoodiani e nostrani, per raccontare i drammi e le tragedie che hanno sconvolto lo star system. Sogni che si trasformano in incubi. Vite che si tingono non soltanto d&#8217;oro, ma di un indelebile rosso sangue.<br />
Tra le tante storie contenute in questo volume merita un cenno la sezione intitolata <strong><em>Simpathy for the Devil</em></strong> e dedicata alla musica rock, la &#8220;musica del Diavolo&#8221;, con il suo presunto indotto di violenza e perdizione, i suoi artisti dannati e i suoi significati nascosti. Cosa si cela dietro i versi di alcune delle più famose canzoni rock, prima fra tutte la bellissima <em><strong>Stairway to Heaven</strong></em> dei Led Zeppelin? Passi per i Rolling Stones, ma pure i Beatles si dilettavano ad inventare rime luciferine? Probabilmente alla fine della lettura vi ritroverete a spulciare i testi delle vostre canzoni preferite in cerca di qualche verso satanico (io l&#8217;ho fatto con i Guns&#8217;n'Roses).<br />
Interessante la parentesi, lunga tre capitoli, che parla di una band londinese sconosciuta al grande pubblico, i <strong>Throbbing Gristle</strong> (ometto la traduzione), un gruppo di personaggi dai nomi strani, soggetti che sembrano usciti da un film dell&#8217;orrore, inventori di una musica graffiante e psichedelica, i quali accompagnavano le proprie performance con video di rituali demoniaci e vennero indicati a torto come autori dei primi &#8220;snuff movies&#8221;. Attorno correvano i ruggenti anni &#8217;80, con il loro seguito di trasgressioni che a volte costavano la vita ai leader delle band emergenti. Incidenti, disavventure e, sullo sfondo, un nome: <strong>Aleister Crowley</strong>, astrologo e occultista, considerato il fondatore del moderno satanismo. Artisti schiacciati dal peso di un successo stratosferico e da una compagna di avventura che non sempre paga più di ciò che toglie: la gloria. E ancora, le <strong>droghe</strong>. Filo conduttore della travagliata esistenza di molti personaggi dello spettacolo, eroina, amfetamine, alcol e farmaci diventano spesso protagonisti anche della loro morte. Tra circostanze mai dimostrate, autopsie non sempre eseguite con accuratezza e prove mancanti, le sostanze stupefacenti divengono complici nella maggior parte dei misteriosi decessi legati all&#8217;ambiente dello show business. <strong>Ipotesi</strong>. Lucarelli traccia un&#8217;affascinante panoramica delle leggende che si sono create attorno ai casi più chiacchierati della storia dello spettacolo. Uno per tutti, la scomparsa di <strong>Jim Morrison</strong>, il Re Lucertola.<br />
Assurda ma avvincente la teoria di un Elvis Presley esecutore dell&#8217;assassinio del Presidente Kennedy, partorita dalla fervida immaginazione di qualcuno che ancora non si rassegna alla morte dei propri idoli.<br />
E infine <strong>un&#8217;isola</strong>, sperduta in un angolo del Pacifico, buen ritiro della vecchiaia di Marilyn Monroe,<br />
John Lennon, Jim Morrison, intenti a spassarsela alle nostre spalle. Con il suo stile narrativo brillante e mai banale, con un linguaggio semplice ed estremamente discorsivo, Lucarelli dà sempre l&#8217;impressione di parlare con un amico, uno che ti racconta le cose così, come gli viene in quel momento, senza artifici letterari.<br />
&#8220;Perchè vivere lassù, sull&#8217;altra faccia della luna, non è facile&#8221;.</p>
<p><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788806195410/lucarelli-carlo/faccia-nascosta-della-luna.html?shop=4224"><strong><em>La faccia nascosta della luna. Storie di delitti e misteri tra musica, cinema e dintorni</em>, di Carlo Lucarelli: acquistalo su IBS!</strong><br />
<img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-224" style="float: left;" title="i6" src="http://www.thrillercafe.it/wp-content/uploads/2008/06/i6.gif" alt="" width="90" height="48" /></a></strong></p>


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		<title>Un Estraneo al mio Fianco &#8211; Ann Rule</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 17:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri True Crime]]></category>
		<category><![CDATA[Ann Rule]]></category>

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<p>Titolo: Un estraneo al mio fianco<br />
Autore: Ann Rule<br />
Editore: Tea<br />
Anno di pubblicazione: 2005<br />
Traduttore: M. Togliani<br />
Pagine: 555</p>
<p>Trama in sintesi:<br />
Nel 1974, alla giornalista di cronaca nera <strong>Ann Rule</strong>, ex poliziotta con studi in criminologia, viene affidato il compito di scrivere un libro su una serie di terribili delitti compiuti nel corso dell&#8217;anno negli Stati di Washington,<br />
Utah e Colorado. Un uomo non ancora identificato violenta e uccide giovani donne, carine, spigliate, i capelli scuri portati con la scriminatura centrale. <span id="more-5612"></span>Racconta l&#8217;autrice: &#8220;Per sua natura doveva essere scritto in modo distaccato,<br />
fondato su ampie ricerche e non riguardare per nessun motivo la mia vita. Si trasformò invece in un libro profondamente personale, nella storia di un&#8217;amicizia unica, che, in un certo senso, trascese i fatti emersi grazie al mio lavoro. A un certo punto, scoprii che l&#8217;individuo al centro delle indagini della polizia non era affatto un estraneo, bensì un mio amico&#8221;. Comincia con questa rivelazione il racconto della storia di <strong>Ted Bundy</strong>, nato nel 1946, incarnazione del ragazzo perfetto, bello, colto, ambizioso, avviato ad una brillante carriera di avvocato, che invece si trasforma in uno dei <a href="http://www.thrillercafe.it/truecrime/serial-killer/"><strong>serial killer</strong></a> più efferati che gli Stati Uniti d&#8217;America abbiano mai conosciuto. Premuroso con la madre che lo ha cresciuto da sola e con gli amici, da adolescente inizia a seviziare animali e ad avere atteggiamenti anomali con le ragazze del vicinato. Tra il 1974 e il 1978 stuprerà e ucciderà, travestendosi di volta in volta per non essere identificato, un cospicuo numero (tuttora non ufficialmente chiarito) di donne. Descrivendo in modo dettagliato le indagini e le varie tappe dei processi a carico di Bundy, raccontando i numerosi momenti in cui la propria esistenza incrocia nel bene e nel male quella dell&#8217;assassino, Ann Rule cerca di comprendere la natura ambigua dell&#8217;uomo che ha sconvolto l&#8217;America negli anni &#8217;70 e &#8217;80. Ted Bundy, che durante il procedimento giudiziario ha assunto la propria difesa e si è sempre dichiarato innocente, è stato condannato alla sedia elettrica per i suoi ultimi tre omicidi, avvenuti in Florida. E&#8217; stato giustiziato il <strong>24 gennaio 1989</strong>.</p>
<p>Ted Bundy rappresenta ancora oggi, a vent&#8217;anni di distanza dalla sua morte, uno degli esempi di serial killer più agghiaccianti della storia. E anche più affascinanti. Inutile infatti negare che, dopo aver girato l&#8217;ultima pagina<br />
di questo libro, il lettore cerchi di spiegarsi il motivo per cui un uomo bello e interessante, che avrebbe potuto avere il mondo ai suoi piedi, finisca invece per rendersi autore di un così elevato numero di orrendi delitti. Perchè un ragazzo che senza difficoltà potrebbe avere relazioni normali con qualsiasi bella donna, sente invece l&#8217;impulso di violentarne e ucciderne una? Perchè un uomo istruito, con la prospettiva di un ottimo lavoro, rovina la propria vita in modo così definitivo? Era pazzo? Definito sicuramente sociopatico, al processo si è dimostrato capace di intendere e di volere. Ricordo un documentario sulle agghiaccianti gesta di Bundy, che venne trasmesso qualche anno fa su <em>History Channel</em>. Il giudice che presiedeva l&#8217;udienza, Edward Coward, il giorno del verdetto che condannava l&#8217;imputato alla pena capitale, gli si rivolse dicendo che non aveva niente di personale nei suoi confronti, e si rammaricò, anzi, del fatto che una persona intelligente e capace come lui avesse scelto una strada tanto abietta. Ma non è soltanto questo che lascia atterriti nell&#8217;apprendere le varie fasi dell&#8217;esistenza di Ted, la sua inarrestabile escalation di violenza che ha portato gli inquirenti a riconoscerlo autore di venti omicidi accertati (in realtà 28, confesserà lui nell&#8217;ultima intervista prima dell&#8217;esecuzione), e sospettato di quasi un centinaio. Ciò che davvero spaventa di questa terribile storia, è il dubbio che si insinua nella mente quando si è certi di conoscere un amico, un vicino di casa, un collega di lavoro e all&#8217;improvviso si scopre, per caso o perchè qualcun altro lo svela, che questa persona per noi è, in realtà, un perfetto sconosciuto. Un estraneo al nostro fianco, appunto. Può un ragazzo esemplare essere un mostro? Ann Rule si è scontrata con questo allarmante interrogativo. Ha saputo, tramite i suoi contatti con le forze dell&#8217;ordine, che l&#8217;identità dell&#8217;assassino su cui stava scrivendo un libro non era a lei sconosciuta, ma apparteneva addirittura a un uomo al quale era legata da un&#8217;amicizia di lunga data. Questa vicinanza con il protagonista della storia è, ovviamente, la vera forza del testo. Sull&#8217;onda del suo coinvolgimento emotivo, la scrittrice ci prende per mano e ci conduce attraverso 500 pagine di orrore, offrendo un quadro delle indagini e degli avvenimento obiettivo ma sensibile e pudico, senza scadere nel patetico o, peggio, nel macabro. Questo volume, che ha reso l&#8217;autrice capostipite e maestra del filone <em><strong>True Crime</strong></em>, è una riuscita miscela di emozione e repulsione, incredulità e, anche, rabbia. L&#8217;ambivalenza dei sentimenti che accompagnano la narratrice nel suo viaggio dallo stordimento iniziale all&#8217;inevitabile consapevolezza che deriva dai fatti, è la stessa che prova il lettore fino all&#8217;ultima riga. Comprai <a href="http://www.thrillercafe.it/truecrime/un-estraneo-al-mio-fianco-ann-rule"><em>Un Estraneo al mio Fianco</em></a> anni fa attratta dalla curiosità di saperne di più sulla vicenda di Ted Bundy, che già conoscevo. Penso che nessuna parola possa riassumere l&#8217;obiettivo raggiunto della sua &#8220;fatica&#8221; meglio di quelle che la stessa Ann Rule usa nella prefazione: &#8220;Ted sa che sto scrivendo questo libro. Pur essendo al corrente, ha continuato a inviarmi lettere e a telefonarmi. Credo sappia che cercherò di descriverlo nella sua interezza.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788850204342/rule-ann/estraneo-mio-fianco.html?shop=4224"><br />
<em><strong>Un estraneo al mio fianco</strong></em><strong>, di Ann Rule: compralo su IBS!</strong><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-224" title="i6" src="http://www.thrillercafe.it/wp-content/uploads/2008/06/i6.gif" alt="" width="90" height="48" /></a></p>


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		<title>Le Bestie di Satana &#8211; Voci dall&#8217;incubo &#8211; Gabriele Moroni</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 17:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jade</dc:creator>
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<p>Titolo: Le Bestie di Satana &#8211; Voci dall&#8217;incubo<br />
Autore: Gabriele Moroni<br />
Editore: Mursia<br />
Anno di pubblicazione: 2005<br />
Pagine: 224</p>
<p>Trama in sintesi:<br />
Il 17 gennaio 1998 da un pub di Milano scompaiono <strong>Fabio Tollis</strong>, 16 anni, e <strong>Chiara Marino</strong>, 19. Per sei anni il padre del ragazzo non si arrende al più terribile dei sospetti<br />
e lo cerca disperatamente in tutta Italia, interpellando la trasmissione <em>Chi l&#8217;Ha Visto</em> e informando la polizia di ogni nuovo indizio. Il 24 gennaio 2004  <strong>Mariangela Pezzotta</strong>, 27 anni, viene trovata assassinata in uno chalet della provincia di Varese. Quando viene a sapere di questo delitto, il signor <strong>Michele Tollis</strong> ha un&#8217;illuminazione: si convince che la morte della  ragazza sia collegata alla sparizione del figlio, caso mai risolto. Non solo. In testa ha anche un nome: <strong>Andrea Volpe</strong>, ex fidanzato di Mariangela e, guarda caso, vecchio amico di Fabio. Anzi, non c&#8217;è solo lui. Da tempo ormai il signor Tollis crede che la compagnia frequentata dal figlio sia dedita al culto del Diavolo e che sia responsabile della sua scomparsa. Viene così alla luce un mondo fatto di messe nere, di festini a base di droga e alcol, di orge e di allucinazioni. Viene alla luce il mondo delle <strong>Bestie di Satana</strong>. Gabriele Moroni, inviato de <em>Il Giorno</em>, ha seguito per un lungo periodo la penosa ricerca della verità da parte del signor Tollis ed è stato al suo fianco fino all&#8217;inevitabile conclusione, sancita dall&#8217;arresto di Andrea Volpe, Nicola Sapone, Marco Zampollo, Eros Monterosso, Mario Maccione, Pietro Guerrieri, Paolo Leoni, Elisabetta Ballarin e Massimiliano Magni (assolto per non aver preso parte ai fatti).<br />
Il libro ricostruisce la vicenda tramite le testimonianze di chi, in un modo o nell&#8217;altro, è stato coinvolto nella follia di questi ragazzi. Ecco allora il diario tenuto in carcere da <strong>Mario Maccione</strong>, le parole di Michele Tollis, la disperazione della famiglia di Mariangela, il racconto dettagliato delle indagini da parte del procuratore <strong>Tiziano Masini</strong>. Il 28 maggio 2004 <strong>i resti</strong> di Chiara Marino e Fabio Tollis sono stati ritrovati, sepolti in un bosco di castagni vicino Somma Lombardo.</p>
<p><span id="more-5621"></span>&#8220;Il comportamento criminale è appreso in interazione con altre persone in un processo di comunicazione.<br />
La parte principale dell&#8217;apprendimento criminale si verifica in <strong>gruppi personali affiatati</strong>.&#8221;<br />
Il sociologo e criminologo E.H. <strong>Sutherland</strong> spiega così, con la sua teoria dell&#8217;associazione differenziale del 1939, il fenomeno della devianza giovanile. Nonostante risulti oggi scontato che il comportamento delinquenziale, sia esso posto in essere da adulti o da adolescenti, è determinato anche da un insieme di componenti psicologiche e cliniche e non solo da fattori sociali, e che il grande difetto di questo approccio è l&#8217;assenza di autodeterminazione da parte del soggetto, è innegabile che la teoria dell&#8217;associazione differenziale appaia più che mai attuale quando ci si imbatte nella disgraziata<br />
storia dei giovani assassini noti come le Bestie di Satana. Leggendo il libro di Moroni si incontrano i clichè tipici dei &#8220;ragazzi difficili&#8221; degli anni &#8217;90, in perenne lotta col mondo: musica heavy metal, abbigliamento rigorosamente nero, piercing e orecchini, capelli lunghi e carnagione emaciata, droghe in abbondanza. Per molti di loro, una volta cresciuti rimane solo il ricordo di una fase della vita, per altri (per fortuna pochi) la smania di ribellione va oltre e si traduce in azioni che cambieranno il corso della loro intera esistenza. E&#8217; ciò che succede nell&#8217;hinterland milanese quando il <strong>Diavolo</strong> comincia ad uccidere. Lascia esterrefatti lo sconvolgente livello di estraniamento dalla realtà che in poco tempo si è impossessato dei ragazzi, trasformandoli da teppistelli che infastidiscono i passanti a feroci assassini senza un briciolo di rimorso. Dalle croci rovesciate e dai simboli esoterici si passa in un attimo a coltelli e fucili. La confessione resa per iscritto da Mario Maccione in cella è un&#8217; interminabile sequenza di &#8220;ero strafatto&#8221;, &#8220;non capivo più niente&#8221;, &#8220;come al solito mi ero drogato&#8221;, &#8220;avevo bevuto troppo&#8221;.<br />
Minacce, ricatti, ustioni da sigaretta, morsi e altre violenze fisiche e psicologiche sono la spina dorsale della setta che velocemente prende forma, il terrore e l&#8217;assoggettamento totale della propria volontà a quella del gruppo sono la linfa di cui si nutre <strong>il patto di sangue</strong> che lega i componenti. Ho letto un&#8217;infinità di saggi su<br />
serial killer di ogni genere, ma la voce di Mariangela Pezzotta che sul suo diario confida: &#8220;Lui pensa solo a farmela pagare, ce l&#8217;ha sempre con me. Penso che <strong>morirò presto</strong>, è questione di poco&#8221;, è francamente insopportabile. Non vi nascondo che questo libro è pieno di frasi orribili ed episodi incredibili.<br />
Non è colpa dell&#8217;autore, che si limita a fare il punto della situazione elencando gli avvenimenti e facendo da collante tra le varie testimonianze. In questo caso infatti l&#8217;autore appare più che altro un narratore fuori campo, eccezion fatta per il capitolo che raccoglie le parole di Michele Tollis, il padre di una delle vittime, con il quale Moroni ha allacciato un rapporto di stima e affetto.<br />
Le Bestie di Satana rappresentano una delle pagine più conosciute e agghiaccianti della recente storia criminale italiana. Negli ultimi tempi ci sono stati sviluppi che <em>Voci dall&#8217;Incubo</em> non cita perchè posteriori alla sua pubblicazione. Sono divenute definitive le condanne di alcuni imputati, Nicola Sapone e Andrea Volpe sono indagati per altri delitti e ci sono testimoni terrorizzati che dicono che la setta esiste ancora e continua a minacciarli. Qualcuno ha insinuato il dubbio che dietro al gruppo non ci fosse il culto del maligno ma un&#8217;organizzazione di <strong>stampo mafioso</strong> che ha contatti con la n&#8217;drangheta calabrese. In molti credono che i nodi da sciogliere riguardo lo svolgimento dell&#8217;intera vicenda siano ancora troppi, che forse l&#8217;ammontare dell&#8217;orrore sia <strong>18 omicidi</strong> e non 3, che Volpe abbia raccontato una montagna di fandonie per avere uno sconto di pena e che sia lui l&#8217;unico responsabile. Comunque stiano le cose, e forse la verità non la sapremo mai, restano le morti di Chiara, Fabio e Mariangela, e le vite per sempre distrutte dei loro cari.</p>
<p><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788842535362/moroni-gabriele/bestie-di-satana-voci.html?shop=4224"><strong><em>Le bestie di Satana. Voci dall&#8217;incubo</em>, di Gabriele Moroni: acquistalo su IBS!</strong><br />
<img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-224" style="float: left;" title="i6" src="http://www.thrillercafe.it/wp-content/uploads/2008/06/i6.gif" alt="" width="90" height="48" /></a></strong></p>


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		<title>Serial Killer &#8211; Storie di Ossessione Omicida &#8211; Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 21:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggi Criminologia]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Lucarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Picozzi]]></category>

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<p>Titolo: Serial Killer &#8211; Storie di ossessione omicida<br />
Autore: Carlo Lucarelli &#8211; Massimo Picozzi<br />
Editore: Mondadori<br />
Anno di pubblicazione: 2003<br />
Pagine: 338</p>
<p>Trama in sintesi: Prima collaborazione per <strong>Carlo Lucarelli</strong> e <strong>Massimo Picozzi</strong>, che introducono il lettore allo studio della categoria criminale dei <strong><em><a href="http://www.thrillercafe.it/truecrime/serial-killer/">serial killer</a></em></strong>. Chi sono gli assassini seriali? Quali caratteristiche li accomunano o li distinguono gli uni dagli altri? Che differenza c&#8217;è tra un <strong>mass murderer</strong> e un serial killer? A queste ed altre domande cercano di rispondere gli autori, con un testo che alterna spiegazioni tecniche al racconto dei casi più conosciuti di omicidio seriale. Accanto a <strong><a href="http://www.latelanera.com/serialkiller/serialkillerdossier.asp?id=EdKemper">Edmund Kemper</a></strong> e <strong><a href="http://www.latelanera.com/serialkiller/serialkillerdossier.asp?id=JeffreyDahmer">Jeffrey Dahmer</a></strong>, due tra i serial killer statunitensi più famigerati, trovano spazio storie italiane come quelle di <strong>Andrea Matteucci</strong> e <strong>Roberto Succo</strong>. Un capitolo è dedicato alle donne serial killer, fenomeno sicuramente meno diffuso ma dotato di grande fascino agli occhi dell&#8217;opinione pubblica: ecco quindi <strong>Aileen Wuornos</strong>, sulla cui vicenda è stato girato <em>Monster</em>, bellissimo e commovente film con Charlize Theron, e la &#8220;nostra&#8221; <strong>Milena Quaglini</strong>, una sorta di vedova nera, suicidatasi in carcere nel 2001 pochi giorni prima della sentenza prevista per i suoi crimini. Lucarelli e Picozzi analizzano i progressi delle scienze forensi fino alla creazione degli attuali database che permettono di individuare collegamenti tra casi diversi e che hanno condotto le forze investigative a compiere passi da gigante nell&#8217;identificazione dei criminali.</p>
<p><span id="more-5629"></span>Carlo Lucarelli dedica questo libro a &#8220;Lorenzo, Alessandro e Silio, tra delitti e misteri, più che amici, fratelli&#8221;. Silio è <strong>Silio Bozzi</strong>, Vicequestore Aggiunto di Ancona, uno dei maggiori esperti in Italia nell&#8217;analisi della scena del crimine e autore di programmi televisivi sull&#8217;argomento. Lo cito in questa sede con immensa gratitudine, poichè è stato lui a farmi appassionare alla criminologia quando era docente in tecniche investigative applicate presso la mia Facoltà. Fu il primo a dirci che &#8220;quando le indagini si svolgono a 360 gradi significa che noi investigatori non abbiamo capito niente&#8221;. Non fu proprio &#8220;niente&#8221; la parola che usò, ma ho reso l&#8217;idea. Dello stesso avviso sembrano essere anche gli autori di <em>Serial Killer</em>, che ci accompagnano nella giungla di termini tecnici e strumenti inevitabili protagonisti della caccia agli assassini seriali. <strong><em>Modus operandi</em></strong> e <strong>firma</strong> sono la stessa cosa? Cosa si intende per <em><strong>staging</strong></em> in relazione ad una scena del crimine? Nonostante (o forse proprio per) i moltissimi film, serie Tv, documentari che riguardano episodi di cronaca nera o indagini scientifiche, permane nel pubblico una certa confusione sulle reali procedure utilizzate nella caccia ai serial killer o sulle difficoltà incontrate da chi fa della cattura dei criminali la propria professione.<br />
Il <em>quid</em> che distingue questo da altri (numerosi) saggi sull&#8217;argomento è infatti il tentativo di fornire anche a chi non appartiene al settore alcune valide nozioni teoriche per approcciarsi in modo critico alle questioni criminologiche. Molto interessante è la digressione che riguarda la descrizione sommaria del sistema penale statunitense in merito al principio della <strong>capacità di intendere e di volere</strong> applicato agli omicidi seriali, comparato con il nostro ordinamento. Ecco allora la sorpresa: soltanto in una piccolissima percentuale di casi il serial killer viene dichiarato non imputabile. Senza la pretesa di diventare un manuale di giurisprudenza, gli autori distinguono tra<br />
vizio parziale e vizio totale di mente, tra imputabilità e<em> insanity</em>, tra pazzia e lucidità.<br />
L&#8217;ultimo capitolo è dedicato alla professione del <strong>criminal profiler</strong>, o più genericamente a quella del criminologo, figura di primo piano nel panorama investigativo americano, in Italia relegato ad un ruolo marginale e sovrapposto a quello dello psichiatra. Nel nostro paese, infatti, la criminologia risulta ancora considerata di stretta pertinenza<br />
dell&#8217;area clinica, ma questo non c&#8217;è scritto nel libro, è una considerazione a cui sono arrivata da sola e a mie spese.<br />
Uno dei principali strumenti in mano agli esperti di psicopatologia criminale è sicuramente il <strong>DSM IV TR</strong>, ultima revisione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Picozzi e Lucarelli riportano una breve trascrizione delle patologie più diffuse tra i serial killer, e raccontano come spesso gli stessi imputati fingano i sintomi più eclatanti di alcune malattie mentali proprio per sfuggire alla pena di morte o ad una condanna all&#8217;ergastolo. Sta a psichiatri e criminologi capire quale sia la verità e smascherare un&#8217;agghiacciante volontà omicida nascosta dietro un&#8217;apparente follia.<br />
Un bel libro insomma, completo e affascinante, che credo dia una certa soddisfazione una volta terminata la lettura.<br />
Certo, per coloro che operano nel settore questo può rappresentare un testo ben scritto ma piuttosto scontato e semplificato, ma penso che l&#8217;intenzione dei due autori non andasse oltre la semplice divulgazione di nozioni abitualmente non indirizzate al grande pubblico e che sia stato raggiunto lo scopo di divertire e insieme insegnare qualcosa di utile ai propri destinatari.</p>
<p><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788804532712/lucarelli-carlo-picozzi-massimo/serial-killer-storie-di.html?shop=4224"><strong><em>Serial Killer &#8211; Storie di ossessione omicida</em>, di Lucarelli e Picozzi: acquistalo su IBS!</strong><br />
<img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-224" style="float: left;" title="i6" src="http://www.thrillercafe.it/wp-content/uploads/2008/06/i6.gif" alt="" width="90" height="48" /></a></strong></p>


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		<title>Diciassette omicidi per caso &#8211; Ilaria Cavo</title>
		<link>http://www.thrillercafe.it/truecrime-dossier/diciassette-omicidi-per-caso-ilaria-cavo/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 21:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri True Crime]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Cavo]]></category>

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<p>Titolo: Diciassette omicidi per caso &#8211; Storia vera di Donato Bilancia, il serial killer dei treni<br />
Autore: Ilaria Cavo<br />
Editore: Mondadori<br />
Anno di pubblicazione: 2006<br />
Pagine: 209</p>
<p>Trama in sintesi:<br />
<strong>Diciassette omicidi</strong> in sei mesi. Questo è il record raggiunto da <strong><a href="http://www.latelanera.com/serialkiller/serialkillerdossier.asp?id=DonatoBilancia&amp;pg=1">Donato Bilancia</a></strong>, che poco prima di essere arrestato aveva cominciato a uccidere addirittura una persona ogni due giorni. Dal <strong>16 ottobre 1997</strong> al <strong>21 aprile 1998</strong>, date del primo e dell&#8217;ultimo delitto, la vita di Bilancia è stata quasi interamente dedicata all&#8217;organizzazione dei suoi crimini, intervallati soltanto da qualche puntata al Casinò di Sanremo. Amava i tavoli da gioco Bilancia, era spregiudicato, un &#8220;compulsivo&#8221;. Era un assiduo frequentatore delle bische clandestine di Genova, e anzi, secondo quanto dichiarato da lui stesso al momento dell&#8217;arresto, proprio da questo suo vizio era nata l&#8217;esigenza di assassinare, quando aveva scoperto che due amici stavano cercando di ingannarlo e di fargli perdere un sacco di soldi. A parte i professionisti a vario titolo impegnati nel processo, nessuno ha mai avuto la possibilità di intervistare Bilancia in carcere e ancora oggi la sua figura è attorniata da un alone di dubbi e mistero.<strong> Ilaria Cavo</strong>, giovane giornalista che all&#8217;epoca dei fatti dirigeva una trasmissione sul procedimento giudiziario presso un&#8217;emittente genovese, è stata l&#8217;unica ammessa alla presenza del killer, grazie ad un rapporto epistolare precedentemente avviato proprio dallo stesso Bilancia.<br />
<span id="more-5630"></span>Il <strong>13 aprile 2003</strong>, dopo vari incontri e una lunga corrispondenza, la giornalista ha potuto intervistare in esclusiva per <em>Porta a Porta</em> Donato Bilancia, tramite una registrazione incisa su nastro. Nel 2004 anche Paolo Bonolis ha condotto un colloquio con il killer durante una puntata di <em>Domenica In</em>, e per la prima volta egli è apparso in volto.<br />
Questo volume narra le varie tappe della &#8220;conoscenza&#8221; tra la Cavo e Bilancia, svelando i retroscena degli incontri, l&#8217;inquietudine e gli stati d&#8217;animo dell&#8217;autrice, la freddezza e insieme le fragilità dell&#8217;assassino.</p>
<p>Non conoscevo bene la storia di Donato Bilancia, non più di quanto la potesse conoscere chiunque risiedesse sul pianeta Terra durante le fasi del processo. Se devo essere sincera non me ne sono nemmeno mai molto interessata, finché in libreria ho notato la copertina del libro di Ilaria Cavo e ho dato un&#8217;occhiata, per curiosità, alla biografia professionale dell&#8217;autrice sul retro. Nata a Genova nel 1973. Caspiterina, mi sono detta, questa ragazza è giovanissima (il libro è del 2006) e ha già un curriculum che farebbe invidia a giornalisti di fama nazionale. Quando conduceva il programma che ha dato il via alla sua conoscenza con Bilancia aveva 26 anni, l&#8217;anno successivo è stata l&#8217;unica giornalista ad avere il permesso di parlare con il serial killer più famigerato d&#8217;Italia. L&#8217;ha cercata lui, le ha detto che nonostante in trasmissione riportasse notizie su di lui non<br />
sempre esatte, era la sola ad avere un quadro piuttosto completo di tutto il caso. Certo, forse un pò di fortuna (se così si può chiamare il fatto di essere scelta come interlocutrice di un assassino) ha dato una spinta alla sua carriera, ma il talento c&#8217;è e si vede. Premesso questo devo però ammettere che <em>Diciassette omicidi per caso</em> non mi è piaciuto come mi aspettavo. L&#8217;autrice si concentra su ciò che avvenne in seguito ai delitti, le indagini che hanno portato all&#8217;identificazione e alla cattura, ma soprattutto il processo e, giustamente, i colloqui e la conseguente intervista.<br />
Posso dire che al termine della lettura ciò che mi ricorderò è l&#8217;intricata parabola giudiziaria e l&#8217;abnorme smania di notorietà che trasuda da ogni affermazione di Bilancia.<br />
Non vorrei far passare il concetto che per essere interessante un libro su un <a href="http://www.thrillercafe.it/truecrime/serial-killer/">serial killer</a> dovrebbe per forza insistere sulle atrocità compiute o addentrarsi con fare morboso nelle sue abitudini perverse, tuttavia, per come è impostato, questo testo è lungo e sinceramente anche un po&#8217; noioso. Mi spiego, poiché la mia non vuole essere una critica alla bravura di Ilaria Cavo, che anzi stimo molto. Il problema sta forse nella vicenda stessa, che appare in alcuni punti addirittura assurda. In seguito alla condanna a<strong> tredici ergastoli</strong> Donato Bilancia ha continuato ad insinuare il dubbio della presenza di un <strong>complice</strong> durante i primi omicidi, quelli che avrebbero avuto a che fare con la bisca clandestina. L&#8217;importanza di questa rivelazione poteva essere notevole: l&#8217;assassino avrebbe agito per rapina e non più per vendetta personale, facendo crollare buona parte dell&#8217;impianto accusatorio e riaprendo interrogativi fino a quel momento sopiti. Per anni un serial killer ha potuto continuare a prendere in giro magistrati, avvocati, parenti delle vittime e giornalisti, annunciando come imminente una nuova confessione che poi non sarebbe mai avvenuta. Credo che ciò che purtroppo rende un pò pesante la lettura del testo sia proprio questa esasperata ricerca della verità da parte dell&#8217;autrice, che sviscera ogni parola del killer per scovarne tutti i significati. Necessità di far luce sugli eventi che, se nella realtà è sacrosanta e doverosa, nella narrazione risulta invece ripetitiva. Sei incontri sono avvenuti tra la Cavo e l&#8217;assassino, più un&#8217;intervista trasmessa in prima serata e un voluminoso scambio epistolare, il tutto<br />
scrupolosamente trascritto dalla reporter, che ha fatto certo un ottimo lavoro di ricostruzione. Il problema è, però, che Bilancia in quasi tutte queste occasioni ha detto sempre le stesse cose. Rigirandole a suo piacere, cercando di confondere le idee, cambiando termini e a volte tono, mettendole in bocca ad altri&#8230; ma sempre le stesse. I suoi tentativi di <strong>manipolazione</strong>, il continuo cambiare la propria versione dei fatti, il desiderio di essere riconosciuto malato di mente poi trasformato nella volontà di apparire un testimone attendibile, fanno del killer un <strong>mentitore patologico</strong>. Come ben riassume lo psichiatra Romolo Rossi: &#8220;Le sue ultime mosse, prevedibili, nascono dalla sua incapacità di tollerare il calo dell&#8217;attenzione, l&#8217;uscita di scena.&#8221; Forse, dunque, tante pagine per raccontare una storia che è sempre uguale suscitano nel lettore qualche perplessità e, non me ne voglia Ilaria Cavo, un po&#8217; di distrazione.</p>
<p><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788804569084/cavo-ilaria/diciassette-omicidi-per-caso.html?shop=4224"><strong><em>Diciassette omicidi per caso &#8211; Storia vera di Donato Bilancia, il serial killer dei treni</em>, di Ilaria Cavo: acquistalo su IBS!</strong><br />
<img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-224" style="float: left;" title="i6" src="http://www.thrillercafe.it/wp-content/uploads/2008/06/i6.gif" alt="" width="90" height="48" /></a></strong></p>


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		<title>Helter Skelter &#8211; Storia del caso Charles Manson &#8211; Vincent Bugliosi e Curt Gentry</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 13:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggi Criminologia]]></category>
		<category><![CDATA[Vincent Bugliosi]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thrillercafe.it/truecrime/wp-content/uploads/2010/09/helter-skelter.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-185" title="helter-skelter" src="http://www.thrillercafe.it/truecrime/wp-content/uploads/2010/09/helter-skelter.jpg" alt="" width="150" height="210" /></a>9 agosto 1969. <strong>Sharon Tate</strong>, moglie del regista <strong>Roman Polanski</strong>, viene massacrata nella loro villa di Bel Air, insieme ad altre quattro persone che erano state ospiti dell&#8217;attrice quella sera. La notte successiva la stessa sorte tocca ai coniugi Leno e Rosemary <strong>LaBianca</strong>, uccisi nella propria casa di Los Angeles. Dopo mesi di indagini infruttuose gli investigatori si imbattono quasi per caso in <strong>Charles Manson</strong> e nel suo gruppo di seguaci poco più che ventenni che si autodefiniscono la sua &#8220;<strong>Famiglia</strong>&#8220;. All&#8217;apparenza solo ragazzi parecchio disturbati, si rivelano pian piano agli occhi del mondo come spietati assassini, pronti ad ammazzare chiunque in nome di una fantomatica rivoluzione che dovrebbe ribaltare tutti gli assetti della società americana. Al termine di un processo memorabile e pieno di<br />
colpi di scena, Charles Manson (in qualità di mandante) e i quattro esecutori materiali delle stragi furono condannati alla pena di morte. Il 75enne Manson sconta attualmente la sua condanna a vita nel penitenziario di Corcoran, dopo che lo stato della California ha abolito la pena capitale.</p>
<p><span id="more-5944"></span>Chi non ha mai sentito parlare di Charles Manson e della sua Famiglia? Del brutale omicidio di Sharon Tate è stato detto e scritto di tutto, su molti siti Internet si possono vedere senza difficoltà le immagini della sua orrenda fine e<br />
per generazioni di gruppi estremisti o disadattati Charles Manson resta un guru da ammirare. Perché tutto questo interesse? Sta forse nella fama della vittima, nel glamour di un&#8217;esistenza che aveva tutto per essere perfetta e che invece è stata spezzata nel modo più crudele che si possa immaginare? Chi ricorda piuttosto l&#8217;assassinio dei LaBianca, la sparizione di alcuni ex membri della setta, le morti sospette di altri ragazzi a vario titolo coinvolti nella melma della Famiglia? Chi può dire di avere ben chiara la filosofia di Manson? Cosa lo rende diverso dai leader carismatici o fanatici di altre pseudoreligioni? I suoi adepti lo credevano davvero <strong>Gesù Cristo</strong>? Come è riuscito a convincerli ad uccidere in nome suo e dell&#8217;amore universale?<br />
Tra un&#8217;infinità di finti esperti e psico/socio/criminologi impegnati a dare una propria spiegazione alla follia, c&#8217;è una persona che ha conosciuto Charles Manson e i suoi seguaci da vicino e ha cercato di comprendere davvero i meccanismi del dramma. Si chiama <strong>Vincent Bugliosi</strong>, professione viceprocuratore distrettuale all&#8217;epoca dei fatti, cui fu assegnato l&#8217;incarico di pubblico ministero in quello che è ancor oggi il processo più lungo nella storia degli Stati Uniti. Negli anni Bugliosi è diventato una specie di istituzione americana, l&#8217;inevitabile pubblicità derivatagli dall&#8217;essersi occupato di Manson lo ha reso una voce autorevole nel campo della giustizia e della politica e lo ha portato a scrivere saggi su O.J Simpson, George W. Bush e J.F. Kennedy.<br />
<em>Helter Skelter</em> è il volume che Bugliosi ha scritto insieme al giornalista di true crime <strong>Curt Gentry </strong>all&#8217;indomani della conclusione del procedimento giudiziario a carico di Manson e della Famiglia, un grandioso successo editoriale che solo negli States ha venduto <strong>7.000.000 di copie</strong>. Quando l&#8217;ho comprato ho pensato sconsolata al peso delle sue quasi 600 pagine, immaginando di perdermi in un labirinto di nomi, date e, soprattutto, noia. Era come se già mi prefigurassi una serie eterna di trascrizioni di interrogatori, di minuziose ricostruzioni tecniche e interminabili &#8220;non so, non ricordo&#8221;&#8230; insomma, una palla pazzesca. Beh, è stato uno dei libri più appassionanti che io abbia mai letto e quando ho finito il mio pensiero è stato &#8220;Di già??&#8221;.  Siccome solitamente la parte che più interessa in un libro che parla di omicidi è ovviamente quella dedicata agli omicidi, ricordo che un&#8217;altra cosa che prima di iniziare mi faceva propendere per un giudizio negativo è stato il fatto che nell&#8217;indice lo svolgimento dei delitti occupa subito i primi capitoli, per poi dare spazio alla descrizione degli autori, delle indagini e del processo. Mi sono detta &#8220;Cavolo, qui non mi passa più&#8221;. Invece, con mia immensa sorpresa, pagina dopo pagina ho scoperto un volume appassionante, scritto a quattro mani con intelligenza e privo di morbosità, da cui emergono la determinazione ma insieme l&#8217;umanità con le quali Bugliosi ha affrontato un impegno gravoso e totalizzante. Tutte le domande su Manson che possono avere risposta l&#8217;hanno avuta grazie a questo libro, per le altre&#8230; be&#8217;, non ci sarà mai risposta.<br />
Charles Manson è ora un vecchio patetico che scimmiotta la propria esistenza e dà l&#8217;idea di essere egli stesso, ormai, troppo stanco del personaggio che ha inventato. Certe cose, sempre che le ricordi come sono realmente accadute e non come ce le ha volute vendere, se le porterà nella tomba.<br />
A noi rimane il dubbio che presto o tardi arriverà un altro per cui l&#8217;Helter Skelter non rimarrà soltanto un miraggio.</p>


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