L'altro capo del filo di Andrea CamilleriContinuano i festeggiamenti per Andrea Camilleri: nel 2015 Sellerio ha pubblicato l’imperdibile collezione Le indagini di Montalbano proprio in occasione del novantesimo compleanno dello scrittore siciliano e ora, con L’altro capo del filo, celebriamo il centesimo libro di Camilleri.

Si tratta di un traguardo non certo comune per un autore, ed è un numero reso ancora più pregiato dalla qualità media della produzione di Camilleri, sempre piuttosto alta.
Eppure lo scrittore di Porto Empedocle è il primo a non riposare sugli allori e, a sentire quanto dichiarato in alcune interviste, ha già pronti nel cassetto, praticamente completati, i dattiloscritti del 105esimo e 106esimo romanzo, una affermazione che rassicura tutti i suoi fan.

E questo straordinario risultato non poteva che essere festeggiato con un titolo, L’altro capo del filo, che ha come protagonista il personaggio più importante fra tutti quelli creati da Camilleri, ovvero il commissario Montalbano.
Ma, come spesso accade ai polizieschi italiani di un certo livello, ecco che la narrazione di genere diventa anche il mezzo ideale per parlare di accadimenti e problematiche fin troppo attuali, cerchiamo di scoprire qualche elemento di trama de L’altro capo del filo.

A Vigata è emergenza umanitaria e Salvo Montalbano cerca di aiutare come può: notte dopo notte continuano ad arrivare barconi carichi di migranti e, oltre al dovere di assicurare i primi aiuti agli sventurati che rischiano la vita pur di attraversare il Mediterraneo verso una esistenza migliore, si aggiunge anche l’esigenza di identificare sia gli scafisti, criminali senza remore che riscuotono migliaia di euro per ogni persona che trasportano, sia possibili terroristi appartenenti al fondamentalismo islamico che potrebbero mischiarsi alle fila dei migranti per raggiungere il nostro Paese.

Il commissario, molto impegnato su questi fronti, ha recentemente trascurato la sua fidanzata, Livia, e ora per cercare di scusarsi le ha promesso di accompagnarla a una festa per le nozze d’argento e, per compiacere ulteriormente la donna, promette di comprarsi un vestito decente. E proprio per via della promessa, recatosi in una delle migliori sartorie del paese, ha occasione di conoscere una giovane sarta arrivata da poco a Vigata, Elena. Fra i due è immediata la simpatia, ma gli impegni di lavoro impediscono a entrambi di approfondire la conoscenza.

Purtroppo non ci sarà mai più occasione per far amicizia: durante una notte particolarmente impegnativa Montalbano si trova al porto a cercare di dar una mano nell’occuparsi dell’ennesimo sbarco quando lo raggiunge una comunicazione dei colleghi. Elena è stata uccisa in sartoria, a colpi di forbice. Montalbano si impegna subito a fondo in una indagine che appare complicata: per scoprire l’identità del colpevole bisognerà partire da lontano, scavando nel passato della ragazza…

Ecco quindi che accanto all’intreccio principale che riguarda l’indagine vera e propria troviamo un sottotesto che, in linea con l’impegno culturale e sociale di questo scrittore, ci parla dell’enorme dramma umanitario che stanno vivendo molti Paesi che si affacciano su un Mare Mediterraneo che sembra sempre meno “Nostrum” e tende sempre più a dividerci invece che unirci, a essere di pochi privilegiati invece che di tutti.

Cento libri dal 1959 a oggi: abbiamo ormai esaurito gli elogi originali per uno dei più grandi e importanti scrittori italiani viventi, ma vogliamo rinnovare ancora una volta i nostri complimenti ad Andrea Camilleri.

L’altro capo del filo – Andrea Camilleri

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