Oggi al Thriller Café parliamo del nono e ultimo episodio di una serie seguitissima, quella del Vicequestore Rocco Schiavone: è uscito da poco, per Sellerio, Ah l’amore l’amore di Antonio Manzini.

Ma voi ve lo immaginate un tipo irrequieto come Rocco Schiavone bloccato in ospedale? Ebbene, è lì che ritroviamo il vicequestore di Aosta, annoiato e bellicoso dopo un intervento difficile: ha perso un rene dopo essere stato colpito da un proiettile in un conflitto a fuoco (l’avevamo lasciato così alla fine di Rien ne va plus) e ora che l’intervento è concluso non vede l’ora di tornare in azione. C’è da dire che, purtroppo, non gli mancherà l’occasione di tenere attivo l’istinto di poliziotto: proprio in quell’ospedale, negli stessi giorni in cui si trova lì, un uomo perde la vita in un intervento uguale al suo. È Roberto Sirchia, un self-made man, un imprenditore che muore per una trasfusione sbagliata, una sacca di sangue non del suo gruppo. La famiglia dell’uomo grida subito alla malasanità, ma Schiavone non ci crede. E non ci crede sia perché lui ci ha parlato con Filippo Negri, il primario responsabile del fattaccio, si è fatto spiegare bene la procedura, gli sembra una brava persona, caratterialmente sembra anche somigliargli, sia perché sbagliare gruppo sanguigno in una trasfusione è un po’ troppo assurdo, un errore troppo appariscente. Ma se Sirchia è stato ucciso volontariamente ci sarà stato un motivo, la ricerca del quale, però, non fa che aggiungere inquietudine ai giorni di immobilità forzata del vicequestore: seguire e coordinare un’indagine da un letto d’ospedale non è semplice. Così Schiavone fa a modo suo: se ne infischia di regole e divieti, entra, esce, fuma, e quando in reparto deve starci per forza si concentra su chi ha attorno, le persone, gli ambienti, le atmosfere… dovrà fare uno sforzo, andare oltre, capire le intenzioni nascoste dietro i comportamenti, focalizzarsi sulla psicologia del possibile omicida.

Quello che incontriamo in Ah l’amore l’amore è un Rocco Schiavone più riflessivo, alle soglie della mezz’età, con un amore in fieri; Manzini dà, qui, maggiore risalto alla squadra che affianca il vicequestore, alle vicende dei singoli membri (in particolare di Scipioni), con un occhio sempre attento sulla realtà, su dinamiche e ambientazioni quotidiane, con cui tutti potremmo aver a che fare, come i corridoi di un ospedale, per esempio.

Ah l’amore l’amore è il nono romanzo della serie di Rocco Schiavone, cominciata con racconti presenti in varie antologie Sellerio (alcuni contenuti in L’anello mancante e Cinque indagini romane per Rocco Schiavone) e proseguita nei romanzi Pista nera, La costola di Adamo, Non è stagione, Era di maggio, 7-7-2007Pulvis et umbra, Fate il vostro gioco e Rien ne va plus. Il successo del personaggio di Schiavone ha fatto sì che dai gialli la Rai producesse anche una serie Tv nella quale il vicequestore romano trasferito ad Aosta è interpretato da Marco Giallini, mentre Marina è Isabella Ragonese.

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Ah l'amore l'amore
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