Adamo – Ted Dekker
Con Adamo viene sdoganato in Italia Ted Dekker, già affermato in America e autore di numerosi best seller. La trama di questo romanzo vede Daniel Clark, profiler dell’FBI, alle prese da oltre un anno con un caso complicatissimo: Eva. Si tratta di un serial killer che ammazza una donna al mese, a ogni luna nuova, seguendo un rituale sconvolgente, partiroti da una mente lucida e organizzata, ma dissestata da manie religiose. Alle vittime non viene inflitta alcuna violenza, né fisica né sessuale; la morte arriva lentamente a causa una malattia sconosciuta dal decorso fulminante, del tutto simile alla meningite. Ma chi è Eva? Nonostante il preciso profilo tracciato da Daniel, per l’FBI la sua identità resta avvolta nel mistero. Poi una notte Eva decide di voler uccidere un uomo. Vuole il suo primo Adamo, e opta per Daniel. Per un istante, il profiler riesce a scorgere il volto dell’assassino, poi uno sparo e il buio. Tecnicamente morto, Daniel viene rianimato ma al risveglio non ricorda niente della sparatoria. Il volto del serial killer è però nascosto da qualche parte nella sua mente, gli provoca feroci attacchi di panico, incubi che non gli danno pace. Proprio quando Clark è giunto ormai allo stremo delle forze, Eva compie la più inaspettata delle mosse, costringendolo a rimettere in discussione le proprie convinzioni sulla vita e sulla morte, sul bene e sul male.
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ATTENZIONE: il commento contiene SPOILER
Ho appena finito di leggere Adamo, di Ted Dekker…libro dal doppio volto: interessante quando descrive e costruisce la paura e la tensione, molto banale invece nel raccontare la solita storia del poliziotto super indagatore, intelligentissimo e che non sbaglia mai un colpo, che trova una cannuccia e costruisce il profilo psicologico del serial killer (ovviamente azzeccandolo al 100%), affiancato dalla collega che poi si rivela in realtà la sorella del serial killer e che lo convincera “a consegnarsi”… c’è pure la moglie che ha lasciato il superpoliziotto non perchè è una stronza (anche se si è trombata nel mentre una decina di altri uomini) o perchè lo stronzo è lui, ma solo perchè lui faceva troppe conferenze, infatti è ancora superinnamorata tanto da correre un gravissimo rischio per lui… ah, ovviamente il superpolizziotto è completamente scettico ma nel finale sarà salvato dalla sua conversione al cattolicesimo… insomma un romanzo buono per le nuove generazioni cielline… peccato, perchè come ho detto la creazione della suspense, la paura, la tensione, sono notevoli… insomma, tanto talento sprecato…
Ciao Marco,
benvenuto, e grazie per il commento. Ho inserito una nota a beneficio degli altri lettori, visto che rischiava di svelare troppo
Si, hai fatto bene…il fatto è che secondo me la “critica” non era chiara senza quegli accenni…
Una boiata. Per 3/4 si lascia anche leggere, l’ultimo quarto è un disastro! Più volte ho rischiato di mollare lì tutto senza arrivare alla fine ed è solo ad una ferrea volontà che ho portato a termine il compito. Banale, scontato, personaggi tratteggiati in modo superficiale. Il tema dell’ossessione ricorrente da parte del cacciatore verso la preda (al punto da sacrificare la famiglia, gli affetti, le amicizie con relativo allontanamento da parte della povera mogliettina che proprio non ce la fa più a tirare avanti così, salvo poi immolarsi per salvare il povero diavolo perchè sotto sotto ne è ancora profondamente innamorata) è così abusata da risultare fastidiosa più delle zecche su un cane. Tutto poi è condito da aspetti satanico/religiosi anch’essi strabusati: basti pensare che l’autore stesso cita “L’esorcista” nel maldestro tentativo di rafforzare un po’ il suo plot scricchiolante ed il suo punto di vista sull’ultraterreno. Eviterò, per rispetto di chi, malgrado tutto, voglia avventurarsi nella lettura, di scendere nei dettagli; dico soltanto che l’espediente di ottenere informazioni sull’assassino attraverso i ripetuti viaggi nel limbo della morte autoindotta sono assolutamente ridicoli. E questo avviene a circa metà del romanzo: già qui avrei voluto prenderlo e cacciarlo via! Per quanto sia un romanzo (e come tale opera di fantasia) un thriller dovrebbe cercare di avvicinarsi quanto più possibile alla realtà per costruirsi una credibilità che stringa il lettore in una morsa di vigorosa tensione (quand’anche non ansia). Ciò che terrorizza la gente è la realtà, o quanto meno qualcosa che possa sembrare reale. Ditemi voi se c’è qualcuno al mondo (normale, sano di mente) che ha paura degli alieni. Ovviamente no! Con tutti i casini a cui dobbiamo far fronte in questo triste periodo di crisi gli alieni, gli asteroidi in rotta di collisione con la Terra, gli spirti maligni sono all’ultimo posto delle nostre preoccupazioni. Se ne parla, si fa qualche ipotesi, probabilmente ci si ride su e la cosa finisce lì. Casomai ti può spaventare sapere o pensare che il tuo vicino, così educato, così a modo, così riservato, possa invece rivelarsi un assassino o un pedofilo spietato e freddo come “Omar ed Eirka”, “Olindo e Rosa”, “Luigi Chiatti” etc.etc. Che poi il male provocato da questi scellerati (che a parer mio dovrebbero marcirre in carcere fino alla morte) sia conseguenza della possessione di qualche spirito maligno e che debbano intervenire gli esorcisti per debellarlo, beh, è davvero grottesco. Ma poi scusate, se uno è posseduto in Iran o in India o in Turchia come si fa a liberarlo dal male? Lì non credono in Gesù Cristo e se vedono un prete per strada come minimo gli tirano con la fionda, e quindi? Anche i musulmani praticano esorcismi? E gli induisti? Ed i buddhisti? E gli scintoisti? Mah! Probabilmente si, ma sono le classiche cure conseguenza del lato inspiegabile di ogni religione: si teme ciò che non si conosce e e che non si è in grado di spiegare vi si attribuisce caratteristiche ultraterrene. Lo credo bene che gli sciamani indiani avevano le visioni e vedevano gli spiriti: si sparavano tonnellate di di “maria” o sostanze psicotrope e allucinogene similari!!
Il fatto è che ormai le trame per questo genere di romanzi sono già state spremute fino all’ultima goccia e non vi più modo di tirar fuori qualcosa di veramente originale. Se proprio non vi fidate del mio giudizio accettate almeno questo consiglio: evitate di comprarlo adesso, aspettate che esca in edizione supereconomica, almeno avrete evitato di spendere 18€ del tutto ingiustificatamente.
Cordiali saluti.
Riccardo
Grazie dell’analisi approfondita, Riccardo. Onestamente non l’ho letto e non so dire se sono d’accordo o meno, ma di certo dopo quest’appassionata stroncatura non sono invogliato a comprarlo.
Semmai, vedremo quando effettivamente ci sarà l’edizione economica…