331 metri al secondo di Rosanna RubinoHarperCollins Italia pubblicherà a fine mese 331 metri al secondo, terzo romanzo della napoletana ma ormai milanese d’adozione Rosanna Rubino, che sceglie di ambientare proprio nel capoluogo meneghino le straordinarie e misteriose gesta del suo nuovo protagonista.

E il personaggio principale di 331 metri al secondo, rispettando la tradizione dell’autrice che ci ha abituati a personaggi molto, molto particolari fin dall’esordio con (Tony Tormenta – Fanucci, 2014), riserverà ai suoi lettori più di una sorpresa, a partire dal suo “superpotere”.

Abbiamo messo la parola fra virgolette perché facciamo un po’ fatica a definire l’iperacusia un superpotere, anche se alcune testate hanno associato 331 metri al secondo a Lo chiamavano Jeeg Robot.
Si tratta di una condizione medica che rende chi ne è afflitto estremamente sensibile ai rumori, e molti suoni che a noi paiono normali, per chi ne soffre diventano fastidiosi, alle volte intollerabili.

L’iperacusia ci pare più una maledizione che un superpotere, ma la bravura di Rosanna Rubino è stata quella di aver trasformato questa condizione “anche” in un superpotere, o perlomeno in uno strumento molto utile al protagonista di 331 metri al secondo.

Prezzo: EUR 17,00

L’altra grande abilità dell’autrice è stata quella di utilizzare sia le sue precedenti esperienze che una riflessione sugli accadimenti attuali, per creare un thriller che ha atmosfera e sottotesto.
Rosanna Rubino è infatti, oltre che scrittrice, un architetto, specialista in marketing e comunicazione e consulente nel settore real estate.

E il suo personaggio, Chon, lavora nei cantieri di due grattacieli di lusso: chi vive a Milano avrà sicuramente notato i grandi cambiamenti architettonici che stanno trasformando il centro e alcune altre zone della città, e l’autrice azzecca una ambientazione molto particolare, che comprende e può trasmetter su carta molto bene, viste le sue passate esperienze.

Chon, in più, è un emarginato, un figlio di migranti, vive come può in un edificio abbandonato, ed è inutile ribadire come in questi tempi l’Italia stia trattando alcune fasce di persone deboli e bisognose e come i vari “Chon” reali siano malvisti e trattati sempre peggio, sia da alcuni esponenti dello Stato e delle autorità che dai cittadini comuni. Per questi motivi il romanzo dell’autrice napoletana ci sembra sulla carta, anche se ancora non l’abbiamo letto, già importante e interessante.
Andiamo a riassumervi la trama di 331 metri al secondo.

Milano, quattordici anni fa.
Soffrire di iperacusia è solitamente una sofferenza, ma alle volte può anche salvare una vita. Lo sa bene il dodicenne Chon, che ha un udito ipersviluppato che, fin troppo spesso, trasforma i rumori in dolori ma che, in questo caso, gli consente di nascondersi ancor prima che i due uomini facciano irruzione nella casa.

Li ha “sentiti” fin troppo bene mentre salivano le scale, e il loro passo, la loro velocità e irruenza nei movimenti, lo hanno convinto delle cattive intenzioni dei due.

Cattive intenzioni che ben presto si tramutano in tragica realtà: i due sfondano la porta e massacrano l’intera famiglia di Chon, che si ritrova improvvisamente solo al mondo.

Spaventato dall’accaduto e altrettanto impaurito dalla prospettiva dell’arrivo della polizia e delle possibili conseguenze, Chon scappa e la sua fuga lo porta al complesso sistema di gallerie della metropolitana meneghina. Lì il ragazzo trascorrerà sessantatré giorni disperati, che però lo porteranno a incontrare Lara.

La ragazza ha la sua stessa età e ha scelto di abbandonare casa: al momento giusto, verrebbe da dire, visto che incontrarla cambierà profondamente la vita di Chon.

Milano, oggi.
Chon è diventato adulto e continua a condurre una vita ai limiti. Ha un lavoro faticoso nei cantieri e abita e dorme dove gli capita, solitamente in edifici abbandonati. Al momento è impegnato su due grattacieli che sono lo sfarzoso simbolo della crescita economica di Milano: la Torre Vento e la Torre Ghiaccio.

Lavora molte ore al giorno a una altezza alla quale l’aria è molto fredda e la velocità del suono, ecco da dove deriva il titolo, raggiunge i 331 metri al secondo. Una vera tortura, visto che nel frattempo la sua iperacusia è peggiorata. Chon, simile in qualche modo a Devil, riesce a sentire ogni voce, ogni lamento, ogni risata.
Ma il ragazzo è riuscito a volgere al meglio questa condizione debilitante e, dal suo posto di osservazione privilegiato, può facilmente ascoltare anche contrattazioni al di fuori della legge o pianificazioni di future imprese criminali: è diventato quindi informatore del vicecomandante del Nucleo Investigativo, Fermo.

Ma tutto questo non è al centro dei suoi pensieri, che sono dominati dall’attesa. L’attesa che gli assassini dei suoi genitori escano di galera. E quel giorno è finalmente arrivato…

Chiudiamo con un breve estratto dalle pagine iniziali di 331 metri al secondo di Rosanna Rubino, alcune frasi in prima persona in grado di descrivere al meglio la condizione di Chon:

Milano parla. La gente libera parole nell’aria, e le parole si sollevano dalle strade e s’impastano ai suoni della città fino a diventare rumore. Un frastuono di uomini e cose che mi salta addosso e si appiccica alla pelle come sciroppo.
Se mi fermo ad ascoltare, però, i suoni schizzano fuori dal mucchio e io riesco a distinguerli a uno a uno. Posso riconoscere un singhiozzo nel mezzo della folla, posso isolare un bisbiglio dal boato di un tuono o sentire una risatina malgrado lo sferragliare di un treno in corsa. Se comincio a farci caso posso arrivare a cogliere una frase a trenta metri di distanza, fino alle singole parole.
Io ci provo a fare finta di niente, ma se sto troppo tra la gente finisco per sentire cose che non vorrei mai ascoltare. È la voce della città, io la chiamo murmur.

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331 metri al secondo
  • Rosanna Rubino
  • Editore: HarperCollins Italia